Addio agli smartphone da 199 euro? Il “RAMageddon” potrebbe cancellarne 230 milioni entro il 2030 L’intelligenza artificiale sta divorando la memoria disponibile e i primi a pagarne il prezzo potrebbero essere gli smartphone economici. Il mercato sta già cambiando, e per milioni di persone riparare il vecchio telefono potrebbe tornare a essere molto più conveniente che sostituirlo.

Per anni ci siamo abituati a una regola apparentemente immutabile: con 150 o 200 euro si riesce comunque a comprare uno smartphone nuovo.

Magari non avrà la fotocamera di un top di gamma, magari non sarà velocissimo, ma farà il suo lavoro.

Quella regola potrebbe presto cambiare.

Secondo una nuova previsione di Counterpoint Research, pubblicata il 23 settembre 2026, entro il 2030 il mercato mondiale potrebbe perdere oltre 230 milioni di smartphone all’anno nella fascia sotto i 200 dollari.

In termini percentuali significa una contrazione di circa il 40% rispetto al 2025.

E dietro questo cambiamento c’è un protagonista che apparentemente non ha nulla a che vedere con il nostro telefono.

L’intelligenza artificiale.

Che cos’è il “RAMageddon”

Il termine RAMageddon è nato per descrivere la fortissima tensione che si sta verificando nel mercato mondiale delle memorie.

Smartphone, computer, tablet, server e moltissimi altri dispositivi utilizzano memorie DRAM, LPDDR e NAND.

Ma oggi esiste un concorrente gigantesco: i data center dedicati all’intelligenza artificiale.

I sistemi utilizzati per addestrare e far funzionare i grandi modelli AI hanno bisogno di enormi quantità di memoria ad altissime prestazioni, in particolare HBM e memoria destinata ai server.

Per i produttori di semiconduttori è inoltre economicamente molto più interessante vendere componenti destinati all'infrastruttura AI rispetto alle memorie utilizzate in uno smartphone da 150 euro.

Il risultato è semplice: una parte della capacità produttiva viene spostata verso i prodotti più redditizi.

Counterpoint parla esplicitamente di una riallocazione della produzione verso HBM e DRAM per server AI, che sta riducendo la disponibilità delle memorie destinate ai dispositivi consumer.

I numeri sono già impressionanti

Non stiamo parlando esclusivamente di qualcosa che potrebbe accadere nel 2030.

Il fenomeno è già visibile.

Secondo Counterpoint, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle memorie destinate agli smartphone sono cresciuti di circa il 300% su base annua.

Un'altra analisi della stessa società ha rilevato nel secondo trimestre 2026 un aumento superiore all'80% rispetto al trimestre precedente, al punto che la DRAM sarebbe arrivata a superare il processore come componente più costoso nella distinta base di alcuni smartphone.

Ed è soprattutto la fascia economica a soffrire.

Nei modelli low-cost con configurazioni comparabili, Counterpoint stima che nel secondo trimestre 2026 il costo dei componenti sia aumentato addirittura del 70% rispetto all'anno precedente, aumento attribuito quasi interamente alle memorie.

Perché vengono colpiti proprio gli smartphone economici?

Il motivo è abbastanza intuitivo.

Immaginiamo uno smartphone da 1.000 euro.

Se il costo della RAM e della memoria interna aumenta di 20 o 30 euro, il produttore può aumentare leggermente il prezzo finale, ridurre il proprio margine o modificare qualche componente.

Ora prendiamo invece un telefono da 129 o 149 euro.

Quegli stessi 20 o 30 euro possono rappresentare una parte enorme del margine disponibile.

Il prodotto rischia semplicemente di non essere più economicamente conveniente da produrre.

Ed esiste un secondo problema.

Anche il telefono più economico del 2026 deve rispettare requisiti minimi sempre più elevati:

5G, quantità sufficienti di RAM, storage adeguato, display accettabili, batterie importanti, fotocamere, sicurezza, aggiornamenti Android e processori sufficientemente potenti.

Abbassare ulteriormente le specifiche diventa sempre più difficile.

Counterpoint individua proprio nella combinazione tra memorie più costose, chipset più costosi e innalzamento delle specifiche minime una delle cause principali della progressiva scomparsa della fascia entry-level.

Ma quindi spariranno davvero 230 milioni di telefoni?

Qui bisogna chiarire bene il titolo.

Non significa che nel 2030 qualcuno farà sparire 230 milioni di smartphone.

La previsione riguarda le spedizioni annuali mondiali dei dispositivi con prezzo inferiore a 200 dollari.

Tra il 2025 e il 2030 questa fascia potrebbe ridursi di circa il 40%, equivalente a oltre 230 milioni di telefoni in meno venduti ogni anno rispetto ai livelli precedenti.

E c'è un dettaglio ancora più interessante.

Secondo Counterpoint, entro il 2030 il mercato complessivo degli smartphone dovrebbe tornare vicino ai volumi del 2025.

Quindi non è lo smartphone a sparire.

È soprattutto lo smartphone molto economico a rischiare di diventare sempre più raro.

Il telefono da 150 euro potrebbe diventare quello da 250

Questa potrebbe essere la conseguenza più evidente per noi consumatori.

La fascia che oggi consideriamo economica potrebbe semplicemente spostarsi verso l'alto.

Un dispositivo che qualche anno fa poteva essere venduto a 150-180 euro potrebbe finire nella fascia dei 220-280 euro.

E i produttori potrebbero ridurre drasticamente il numero di modelli presenti nella parte più bassa del mercato.

La tendenza è già visibile.

Counterpoint ha rilevato nel secondo trimestre del 2026 un calo dell'11% delle spedizioni mondiali di smartphone rispetto all'anno precedente, il peggior secondo trimestre dal 2013.

In Europa, nello stesso periodo, il mercato è sceso del 10%, mentre Apple e Samsung hanno resistito meglio grazie alla maggiore esposizione alla fascia premium.

Il paradosso dell'intelligenza artificiale

C'è poi un paradosso tecnologico particolarmente interessante.

L'intelligenza artificiale ha bisogno di memoria.

Molta memoria.

I server che eseguono i grandi modelli AI consumano quantità enormi di DRAM e HBM.

Ma contemporaneamente anche gli smartphone stanno cominciando a utilizzare sempre più funzioni di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo.

Traduzione, elaborazione delle immagini, assistenti personali, riconoscimento vocale e modelli generativi locali richiedono più RAM e maggiore capacità di archiviazione.

Quindi l'AI sta contribuendo contemporaneamente a:

aumentare la domanda mondiale di memoria e aumentare la quantità di memoria richiesta dai nostri dispositivi.

È una combinazione particolarmente difficile per i prodotti economici.

E probabilmente terremo i telefoni molto più a lungo

Qui arriva una conseguenza che riguarda direttamente chi utilizza uno smartphone tutti i giorni.

Se sostituire un telefono costerà di più, saremo inevitabilmente portati a conservarlo più a lungo.

Counterpoint considera esplicitamente questo scenario: una parte dei consumatori passerà a fasce di prezzo superiori, mentre altri prolungheranno il ciclo di sostituzione oppure si rivolgeranno maggiormente al mercato usato e ricondizionato.

Ed è un cambiamento importante.

Negli ultimi anni abbiamo vissuto in un mercato nel quale spesso una riparazione da 80 o 100 euro veniva confrontata con un telefono nuovo da 150 o 180 euro.

Il ragionamento era inevitabile:

“A questo punto ne compro uno nuovo.”

Ma se un telefono nuovo con caratteristiche dignitose ne costasse 250 o 300?

Lo stesso ragionamento diventerebbe:

“Con 90 euro cambio la batteria o il display e continuo a utilizzare il mio smartphone.”

E questo potrebbe riportare la riparazione al centro del ciclo di vita dei dispositivi elettronici.

Riparare potrebbe tornare a essere la scelta più intelligente

Da Mister Robot lo vediamo continuamente: molti smartphone che vengono sostituiti sono in realtà ancora perfettamente utilizzabili.

Una batteria degradata, un display rotto, un connettore USB che non funziona correttamente o uno smartphone diventato lento non significano necessariamente che il dispositivo sia arrivato alla fine della propria vita.

In molti casi può bastare una riparazione, una sostituzione della batteria, una pulizia software o un ripristino corretto.

Se il prezzo dei dispositivi nuovi continuerà a salire, valutare seriamente la riparazione diventerà ancora più importante.

Non soltanto per risparmiare.

Anche perché allungare la vita di uno smartphone significa produrre meno rifiuti elettronici e sfruttare più a lungo risorse e componenti che hanno già richiesto energia, materie prime e lavorazioni industriali.

Non è ancora la fine degli smartphone economici

È importante però non trasformare una previsione in una certezza.

Il 2030 è ancora lontano.

Nuovi stabilimenti produttivi, nuove tecnologie, nuovi produttori e un eventuale rallentamento della domanda AI potrebbero modificare lo scenario.

Proprio pochi giorni fa, ad esempio, il produttore cinese CXMT ha annunciato l'avvio della produzione di una nuova generazione di memorie DRAM e LPDDR5X, aumentando la concorrenza in un mercato storicamente dominato da Samsung, SK Hynix e Micron.

Reuters segnala tuttavia che molti produttori di smartphone e notebook si stanno preparando a convivere con una scarsità di memoria almeno fino al 2027, e in alcuni scenari anche più a lungo.

Quindi il RAMageddon non significa necessariamente:

“tra quattro anni non esisteranno più telefoni da 199 euro”.

Significa qualcosa di più concreto:

produrre smartphone molto economici sta diventando sempre meno conveniente.

E il mercato ha già cominciato ad adeguarsi.

Cosa potrebbe cambiare per noi

Nei prossimi anni potremmo quindi vedere un mercato molto diverso da quello a cui siamo abituati.

Meno telefoni estremamente economici.

Prezzi medi più elevati.

Meno modelli quasi identici tra loro.

Smartphone mantenuti per più anni.

Maggiore interesse per usato e ricondizionato.

E soprattutto una rivalutazione della riparazione.

Il paradosso è che una tecnologia futuristica come l'intelligenza artificiale potrebbe finire per riportarci a una mentalità che avevamo quasi dimenticato:

prima di buttare un dispositivo, proviamo a ripararlo.

Fonti

Counterpoint Research — 23 settembre 2026
“Component Cost Shock Could Wipe Out More Than 230 Million Sub-$200 Smartphone Shipments by 2030”. È la fonte principale della previsione del calo di circa il 40% degli smartphone sotto i 200 dollari. Counterpoint Research: previsione smartphone sotto i 200 dollari

Counterpoint Research — luglio 2026
Analisi sull'aumento dei prezzi delle memorie e sul calo del mercato smartphone. Counterpoint Research: memoria e mercato smartphone 2026

Counterpoint Research — luglio 2026
Analisi dell'impatto delle memorie sulla distinta base degli smartphone. Counterpoint Research: Memory Price Surge e BOM

Reuters — settembre 2026
Analisi della scarsità mondiale di memorie e delle conseguenze per produttori di smartphone e notebook.

Reuters — settembre 2026
Nuova produzione DRAM e LPDDR5X di CXMT e possibile aumento della concorrenza nel settore delle memorie.