Samsung, LG, Sony, TCL e Hisense sono finite nel mirino del Texas per i sistemi che riconoscono cosa guardiamo. E la tecnologia ACR è presente anche in Europa.
Quando accendiamo una Smart TV pensiamo di stare semplicemente guardando Netflix, un programma televisivo, una partita, una console collegata via HDMI o magari un vecchio Blu-ray.
Ma una moderna Smart TV può fare molto di più.Può essere tecnicamente in grado di riconoscere ciò che stiamo guardando, creare una sorta di impronta digitale del contenuto e associare quelle informazioni al dispositivo.
La tecnologia si chiama Automatic Content Recognition, abbreviata in ACR.
Ed è proprio questa tecnologia che ha portato cinque dei maggiori produttori mondiali di televisori davanti alla giustizia americana.
Il 15 dicembre 2025 il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha avviato azioni legali contro:
Sony
Samsung
LG
Hisense
TCL
Le contestazioni riguardano le modalità con cui alcuni televisori avrebbero raccolto informazioni sulle abitudini di visione degli utenti attraverso sistemi ACR.
È importante però chiarire subito un punto.
Stiamo parlando delle accuse formulate dall'Attorney General del Texas, non di una sentenza definitiva che abbia stabilito che tutti i televisori di queste aziende raccolgano illegalmente dati.
La differenza è fondamentale.
Che cos'è realmente l'ACR
Automatic Content Recognition significa letteralmente riconoscimento automatico dei contenuti.
Il principio è simile, concettualmente, a quello utilizzato da applicazioni come Shazam.
Il televisore analizza determinate caratteristiche del contenuto audio o video e crea una firma digitale, chiamata spesso fingerprint.
Questa firma può quindi essere confrontata con database contenenti film, programmi televisivi, spot pubblicitari e altri contenuti.
Il sistema può essere utilizzato per capire, per esempio:
quale programma viene visualizzato;
quale canale viene seguito;
per quanto tempo viene guardato;
quali contenuti vengono visualizzati più frequentemente;
quali sorgenti vengono utilizzate;
in alcuni sistemi, quali contenuti provengono da dispositivi collegati attraverso gli ingressi HDMI.
Ed è proprio quest'ultimo punto a rendere l'argomento particolarmente interessante.
Anche quello che arriva dall'HDMI può essere riconosciuto
Immaginiamo di collegare alla televisione:
una PlayStation;
una Xbox;
un decoder;
una Fire TV;
una Apple TV;
un lettore Blu-ray;
un computer.
Il contenuto passa comunque attraverso il televisore.
Alcune implementazioni dell'ACR possono quindi analizzare il contenuto visualizzato anche quando non proviene direttamente da un'applicazione installata sul televisore.
Questo significa che il sistema può, in determinate configurazioni, riconoscere ciò che viene visualizzato indipendentemente dalla sorgente.
Il tema non nasce oggi.
Nel 2017 il produttore Vizio raggiunse un accordo da 2,2 milioni di dollari con la Federal Trade Commission americana e con il New Jersey dopo accuse relative alla raccolta della cronologia di visione su circa 11 milioni di Smart TV senza un consenso adeguato degli utenti.
La differenza rispetto a qualche anno fa è che oggi le Smart TV sono presenti praticamente ovunque.
Cosa sostiene il Texas
Secondo l'Attorney General del Texas, alcuni sistemi contestati nelle cause avrebbero monitorato in maniera estremamente frequente ciò che appariva sui televisori.
Nella comunicazione ufficiale del dicembre 2025 viene descritto un sistema capace di acquisire informazioni relative ai contenuti visualizzati con intervalli che potrebbero arrivare a circa 500 millisecondi.
L'autorità sostiene inoltre che questi dati possano essere utilizzati per finalità pubblicitarie e di profilazione.
Bisogna però distinguere chiaramente tra l'accusa dell'autorità e il funzionamento dichiarato dalle singole aziende.
Non tutti i televisori funzionano necessariamente nello stesso modo.
E soprattutto non è corretto affermare genericamente che tutti i televisori “fotografino lo schermo ogni mezzo secondo”.
Alcuni produttori contestano esplicitamente questa rappresentazione.
LG: “Non facciamo screenshot dello schermo”
LG ha pubblicato nel settembre 2026 una spiegazione specifica relativa al funzionamento dell'ACR sui propri televisori.
Secondo l'azienda, il sistema utilizza un audio fingerprint: viene cioè creata una firma digitale basata sull'audio del contenuto.
LG afferma che il proprio sistema ACR:
non acquisisce screenshot;
non registra video dello schermo;
non conserva registrazioni audio;
non registra conversazioni dell'ambiente.
Il fingerprint viene invece utilizzato per tentare di identificare il contenuto visualizzato.
Sempre secondo LG, la funzione è opzionale e richiede l'accettazione di specifici accordi relativi alle informazioni di visione.
L'utilizzo di queste informazioni per pubblicità personalizzata può inoltre richiedere un consenso separato.
Questa precisazione è importante perché online la questione viene spesso ridotta a frasi come:
“La tua TV fotografa continuamente quello che guardi.”
Una formulazione del genere è troppo semplicistica e non è corretta per tutti i produttori e tutti i modelli.
Samsung: una firma digitale dei contenuti
Samsung descrive un funzionamento simile.
Quando l'utente abilita servizi collegati alle informazioni di visione, il televisore può utilizzare tecnologie ACR per creare firme digitali che permettono di identificare il contenuto.
Tra le informazioni che possono essere associate al dispositivo possono esserci:
cronologia dei contenuti visualizzati;
durata della visione;
identificatori del televisore;
indirizzo IP.
Samsung precisa però che il sistema non registra materialmente tutto ciò che appare sullo schermo come se qualcuno stesse effettuando una registrazione video.
Anche Samsung dichiara che determinate funzioni possono essere disabilitate dall'utente.
Samsung e LG hanno già raggiunto un accordo
Dopo l'apertura delle cause sono arrivati due sviluppi importanti.
Samsung
Il 26 febbraio 2026 il Texas ha annunciato un accordo con Samsung.
Secondo l'Attorney General, Samsung si è impegnata a non raccogliere o elaborare determinate informazioni ACR degli utenti texani senza un consenso esplicito.
L'accordo prevede inoltre informative più evidenti e procedure di consenso più chiare.
LG
L'11 maggio 2026 è stato annunciato un accordo anche con LG.
LG si è impegnata a fornire informazioni più chiare agli utenti e modalità più semplici per rifiutare determinate forme di raccolta dei dati di visione.
Secondo le comunicazioni dell'autorità texana, le azioni riguardanti Sony, Hisense e TCL risultavano ancora aperte.
Nel caso di Hisense era stato inoltre ottenuto un provvedimento temporaneo relativo alla raccolta e all'utilizzo dei dati ACR durante il procedimento.
Perché sapere cosa guardiamo vale così tanto
Perché le nostre abitudini davanti alla televisione raccontano moltissimo di noi.
Immaginiamo un televisore capace di capire che una determinata famiglia guarda frequentemente:
partite di calcio;
programmi automobilistici;
documentari di viaggio;
film horror;
programmi di cucina;
contenuti per bambini.
Queste informazioni possono diventare estremamente interessanti nel mercato della pubblicità digitale.
Il valore aumenta ulteriormente quando i dati provenienti dalla televisione possono essere combinati con identificatori pubblicitari, indirizzi IP o altre informazioni generate dai dispositivi della stessa rete domestica.
La TV smette quindi di essere soltanto un dispositivo che riceve immagini.
Diventa un dispositivo connesso che può anche produrre dati sulle nostre abitudini.
Quindi la televisione ci sta spiando?
Dipende da cosa intendiamo con la parola “spiare”.
Non significa necessariamente che esista qualcuno dall'altra parte dello schermo che osserva in diretta ciò che stiamo facendo.
I sistemi ACR sono normalmente automatizzati.
Analizzano alcune caratteristiche del contenuto, producono un fingerprint e tentano di riconoscerlo.
La definizione più corretta è quindi:
monitoraggio automatizzato delle abitudini di visione.
La vera questione riguarda soprattutto:
quali informazioni vengono raccolte;
con quale finalità;
per quanto tempo vengono conservate;
con chi vengono eventualmente condivise;
quanto chiaramente viene spiegato tutto questo all'utente;
quale consenso viene richiesto.
Ed è proprio il consenso uno dei punti centrali delle contestazioni americane.
E in Europa? L'ACR non è soltanto un problema americano
Qui la questione diventa ancora più interessante.
Le cause contro Sony, Samsung, LG, Hisense e TCL riguardano il Texas.
Ma la tecnologia Automatic Content Recognition non è confinata agli Stati Uniti.
LG, per esempio, aveva annunciato già nel 2022 l'estensione della propria soluzione ACR a milioni di Smart TV distribuite in numerosi Paesi, compresi mercati europei.
Quindi il punto non è chiedersi se l'ACR esista anche in Europa.
Esiste.
La vera differenza riguarda soprattutto il quadro normativo e le modalità attraverso le quali il trattamento dei dati viene autorizzato.
Anche le autorità europee stanno guardando le Smart TV
Nel Regno Unito l'Information Commissioner's Office, l'autorità responsabile della protezione dei dati, ha dedicato particolare attenzione ai dispositivi connessi e alle Smart TV.
L'ICO ha utilizzato proprio l'Automatic Content Recognition come esempio di tecnologia che può richiedere un consenso specifico quando viene utilizzata per riconoscere ciò che l'utente guarda e utilizzare queste informazioni per finalità come la pubblicità personalizzata.
Secondo l'impostazione indicata dall'autorità britannica, l'utente deve poter comprendere chiaramente cosa sta accettando.
In particolare, funzioni di questo tipo non dovrebbero essere nascoste all'interno di interminabili condizioni di utilizzo difficili da comprendere.
Il principio è semplice:
se il televisore utilizza determinate informazioni sulle nostre abitudini per profilarci, l'utente deve saperlo e deve poter scegliere.
Una ricerca europea ha analizzato Samsung e LG
La questione non è soltanto teorica.
Ricercatori dell'University College London hanno analizzato il traffico generato da Smart TV Samsung e LG e hanno osservato comunicazioni di rete riconducibili alle tecnologie di riconoscimento automatico dei contenuti.
Lo studio ha inoltre analizzato il comportamento dei sistemi durante differenti modalità di utilizzo.
I ricercatori hanno evidenziato come la quantità e la natura delle comunicazioni generate dalle moderne Smart TV rendano particolarmente importante una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti.
Anche questo punto è significativo.
Non stiamo quindi parlando esclusivamente di un problema sollevato da un procuratore americano.
Il funzionamento delle Smart TV e la loro capacità di produrre informazioni sulle abitudini degli utenti sono già oggetto di ricerca anche in Europa.
E in Italia?
In Italia non risulta al momento un procedimento equivalente a quello del Texas che abbia coinvolto contemporaneamente questi cinque produttori specificamente per l'ACR.
Questo però non significa che il tema sia sconosciuto alle autorità italiane.
Il Garante per la protezione dei dati personali si era già occupato anni fa della profilazione delle abitudini televisive.
Il principio espresso è particolarmente interessante anche oggi.
Informazioni come:
canale visualizzato;
durata della visione;
utilizzo di contenuti on demand;
preferenze dell'utente;
quando vengono associate a una persona e utilizzate per finalità di profilazione o personalizzazione devono rispettare precise regole sulla protezione dei dati.
Il quadro europeo è inoltre profondamente diverso da quello statunitense perché esiste il GDPR.
Quando un trattamento si basa sul consenso, questo deve essere:
libero;
specifico;
informato;
inequivocabile.
E deve poter essere revocato.
Quindi attenzione a non arrivare alla conclusione opposta.
Non possiamo dire:
“In Europa l'ACR è illegale.”
Non è così.
L'ACR è una tecnologia.
Ciò che deve rispettare la legge è il modo in cui viene utilizzata e il modo in cui vengono trattati i dati prodotti attraverso quella tecnologia.
Allo stesso modo, le cause texane non dimostrano che ogni televisore Samsung, LG, Sony, Hisense o TCL venduto in Italia stia violando il GDPR.
Dimostrano però che vale assolutamente la pena controllare cosa abbiamo autorizzato sul televisore di casa.
Controllate le impostazioni della vostra Smart TV
Questa è probabilmente la parte più importante di tutto l'articolo.
Prendete il telecomando della vostra Smart TV e dedicate qualche minuto alle impostazioni della privacy.
I nomi possono cambiare in base al produttore, al sistema operativo e all'anno del televisore.
Cercate voci come:
Automatic Content Recognition
Viewing Information
Viewing Information Services
Viewing Data
Live Plus
Smart TV Experience
Interest Based Advertising
Personalized Advertising
Advertising ID
Privacy Choices
Una di queste impostazioni potrebbe controllare proprio la raccolta delle informazioni relative a ciò che guardate.
Samsung: dove controllare
Sui televisori Samsung recenti conviene controllare soprattutto nelle sezioni:
Impostazioni → Privacy
oppure:
Impostazioni → Generali e privacy → Termini e privacy
Cercate in particolare:
Viewing Information Services
La denominazione e il percorso possono comunque cambiare in base al modello e all'anno di produzione.
LG: controllate Live Plus e gli accordi sulla privacy
Sui televisori LG l'ACR è stato spesso associato alla funzione Live Plus e agli accordi relativi alle informazioni di visione.
Controllate quindi:
Impostazioni → Privacy
e verificate quali autorizzazioni relative a:
Viewing Information
e pubblicità personalizzata risultano attive.
LG dichiara che tali autorizzazioni possono essere revocate attraverso le impostazioni del televisore.
TCL: dipende molto dal sistema operativo
Nel caso TCL bisogna considerare anche il sistema operativo installato.
Esistono infatti televisori TCL basati su piattaforme differenti.
Su determinati modelli Roku TV, per esempio, è possibile trovare:
Settings → Privacy → Smart TV Experience
e una voce simile a:
Use info from TV inputs
La disattivazione impedisce a quella funzione di utilizzare informazioni provenienti dagli ingressi televisivi per il riconoscimento dei contenuti.
Su Google TV o altre piattaforme i menu possono essere differenti.
Hisense
Alcuni televisori Hisense prevedono direttamente un'opzione denominata:
Automatic Content Recognition
nelle impostazioni avanzate o nelle sezioni dedicate alla privacy.
Anche in questo caso la posizione cambia molto tra modelli, sistemi operativi e generazioni differenti.
Disattivare l'ACR rompe il televisore?
Normalmente no.
Potrebbero però essere limitate alcune funzioni legate alla personalizzazione, come:
suggerimenti basati su ciò che guardate;
pubblicità personalizzata;
riconoscimento automatico dei programmi;
alcune funzioni contestuali.
Netflix, Prime Video, YouTube e le normali funzioni del televisore continuano generalmente a funzionare.
Bisogna però ricordare un'altra cosa importante.
Disattivare l'ACR non significa bloccare automaticamente qualsiasi comunicazione tra il televisore e Internet.
Una Smart TV può continuare a comunicare dati tecnici necessari per:
aggiornamenti software;
applicazioni;
account;
servizi cloud;
diagnostica;
sistemi pubblicitari;
altri servizi del produttore.
ACR è soltanto una delle tecnologie presenti all'interno dell'ecosistema delle Smart TV moderne.
Il vero problema è ciò che accettiamo senza leggere
Durante la configurazione di un televisore nuovo succede spesso quello che succede con smartphone, applicazioni e siti web.
Compaiono decine di schermate.
“Accetta”.
“Continua”.
“Accetto tutti i termini”.
E nel giro di pochi secondi arriviamo alla schermata principale.
Ma dietro uno di quei consensi potrebbero esserci servizi che analizzano le nostre abitudini di visione.
La vicenda americana dimostra una cosa molto semplice:
la privacy della televisione non è più un argomento teorico.
È già diventata materia di cause, interventi delle autorità, accordi con produttori internazionali e studi universitari.
E la questione non riguarda soltanto gli Stati Uniti.
La tecnologia ACR è presente anche sul mercato europeo.
Ciò che cambia è il quadro normativo nel quale viene utilizzata.
La televisione moderna è ormai un vero computer collegato a Internet con uno schermo enorme.
E come qualsiasi computer connesso alla rete, merita qualche minuto nelle impostazioni della privacy.
Fonti
Attorney General of Texas — azioni legali contro Sony, Samsung, LG, Hisense e TCL, dicembre 2025.
Attorney General of Texas — accordo con Samsung, febbraio 2026.
Attorney General of Texas — accordo con LG, maggio 2026.
Attorney General of Texas — provvedimenti relativi a Hisense.
Samsung — documentazione relativa all'Automatic Content Recognition e ai Viewing Information Services.
LG — documentazione relativa alla privacy delle Smart TV e all'ACR.
LG — comunicazioni relative alla distribuzione della tecnologia ACR sui mercati internazionali.
Federal Trade Commission — accordo Vizio relativo alla raccolta dei dati di visione.
Information Commissioner's Office del Regno Unito — indicazioni su Smart TV, IoT e Automatic Content Recognition.
University College London — ricerca sul tracking e sulle comunicazioni generate dalle Smart TV Samsung e LG.
Garante per la protezione dei dati personali — provvedimenti relativi alla profilazione delle abitudini televisive.
European Data Protection Board — principi e requisiti relativi al consenso nel GDPR.